Il morbo di Alzheimer cos’è realmente?

morbo-alzheimerIl morbo di Alzheimer, è un processo irreversibile che colpisce circa il 5% della popolazione sopra i 65 anni, tranne casi sporadici di esordi precoci e colpisce in modo particolare le donne, il suo sviluppo è prolungato, infatti fra i primi sintomi e la fase terminale, possono trascorrere più di 15 anni.

Si definisce come la malattia delle 4 A:

  • Amnesia;
  • Afasia;
  • Agnosia;
  • Aprassia;

Sotto braccio all’ignoto.

Nel lontano 1907, per la prima volta il neurologo Alois Alzheimer, descrisse questo morbo come una malattia fisica, in grado di distruggere le cellule, e non come si credeva un disturbo mentale, dove i sintomi venivano spesso scambiati per normale invecchiamento.

L’ Alzheimer è una malattia degenerativa, che provoca gradualmente la morte delle cellule nervose: i neuroni e il tessuto cerebrale presentano un notevole accumulo della proteina Beta-Amiloide, negli spazi tra di essi.
La massiccia presenza di detta proteina, produce placche senili, dette Amiloidi, che vanno a bloccare lo sviluppo normale dell’attività nervosa, uccidendo di conseguenza i neuroni e determinando nel cervello un’atrofia grave.
In alcune regioni come l’Ippocampo o la Corteccia, la perdita dei tessuti, è più evidente, in quanto i normali solchi della superficie del cervello sono cancellati.

Ogni persona è unica ed irripetibile, per cui i sintomi possono manifestarsi in modo vario, basti pensare ad esempio che nella prima fase di demenza lieve, possono verificarsi episodi caratterizzati dal disorientamento temporale o dal non riconoscimento dei luoghi familiari.

Anche il linguaggio si impoverisce, in quanto il malato non è in grado di riconoscere le parole, le inventa, non capisce più quelle che sente o legge, diventa sempre più spesso difficile portare a termine una semplice conversazione.

Molto rilevante è il cambiamento di umore o di personalità, senza ragioni apparenti, ansia e depressione possono sfociare in manifestazioni psicotiche come deliri, allucinazioni o gesti autolesionistici, in questi casi , diviene importantissimo cercare di contrariare il meno possibile, ma tentare di arrivare a dei compromessi.

Molto importante è la diagnosi precoce, tramite risonanza magnetica, Pet e Rachicentesi, per poter stabilire un trattamento farmacologico mirato, da somministrare in modo continuo.