Una piccola luce rossa accesa sotto il televisore. Il display dell’orologio sul forno a microonde. Il decoder apparentemente spento. La console pronta a riattivarsi. Il caricabatterie lasciato nella presa.
Sono situazioni normalissime nelle nostre case e prese singolarmente sembrano irrilevanti. Ma tutti questi dispositivi possono continuare a utilizzare una piccola quantità di elettricità anche quando non li stiamo utilizzando direttamente.
È quello che viene comunemente definito consumo in standby o, in senso più ampio, consumo fantasma.
Ma quanto consumano davvero gli elettrodomestici in standby e quanto incidono sulla bolletta?
La risposta richiede un po’ di equilibrio.
Spegnere una singola spia LED non ci farà risparmiare centinaia di euro all’anno. I moderni apparecchi soggetti ai requisiti europei di ecodesign hanno generalmente consumi in standby molto contenuti.
Il problema diventa più interessante quando in casa sono presenti decine di dispositivi costantemente collegati alla rete.
Televisori, console, decoder, casse, computer, monitor, stampanti, assistenti vocali, elettrodomestici intelligenti e apparecchi di rete possono creare una base di consumo presente per migliaia di ore all’anno.
Vediamo quindi come calcolare questi consumi, quali apparecchi controllare e soprattutto quando vale realmente la pena intervenire.
Che cosa significa standby?
Un dispositivo è in standby quando rimane collegato alla rete elettrica pur non svolgendo la sua funzione principale.
La situazione classica è quella della televisione.
Premiamo il pulsante del telecomando e lo schermo si spegne, ma una piccola parte dell’elettronica rimane alimentata in modo che il televisore possa ricevere il comando di riaccensione.
In altri apparecchi lo standby può mantenere:
- display;
- orologio;
- memoria;
- sensori;
- ricevitore del telecomando;
- connessione alla rete;
- funzioni di aggiornamento.
Non tutti gli standby sono quindi uguali.
Alcuni dispositivi hanno bisogno di pochissima energia, mentre altri possono mantenere attive più funzionalità.
Che cosa sono i consumi fantasma?
Con consumi fantasma si indicano generalmente i consumi elettrici degli apparecchi che sembrano spenti o che non stanno svolgendo attivamente la funzione per cui li utilizziamo.
Il termine comprende situazioni differenti.
Un televisore in standby è un esempio.
Ma possiamo avere anche:
- caricabatterie collegati senza telefono;
- alimentatori lasciati nella presa;
- console in modalità riposo;
- computer sospesi;
- stampanti pronte a ricevere comandi;
- dispositivi smart sempre connessi.
Non bisogna però considerarli tutti sprechi.
Un router, per esempio, deve rimanere acceso se vogliamo una connessione Internet disponibile.
Un dispositivo smart deve rimanere connesso se vogliamo controllarlo da remoto.
Il consumo diventa realmente “inutile” quando manteniamo alimentata una funzione che non ci serve.
Quanto consuma 1 watt di standby in un anno?
Questo è il calcolo più importante dell’intero articolo.
Un dispositivo che assorbe continuamente:
1 watt
equivale a:
0,001 kW
Moltiplichiamo per 24 ore:
0,001 × 24 = 0,024 kWh al giorno
Moltiplichiamo per 365:
0,024 × 365 = 8,76 kWh all’anno
Quindi:
1 W continuo = 8,76 kWh all’anno
Come negli altri articoli del cluster utilizziamo 0,30 €/kWh esclusivamente come prezzo esemplificativo.
Avremo:
8,76 × 0,30 = 2,63 € circa all’anno
Questa è una regola molto utile da ricordare:
ogni watt costantemente assorbito equivale a circa 8,76 kWh all’anno.
Quanto costano 5, 10 o 20 watt sempre accesi?
Possiamo estendere immediatamente il calcolo.
| Consumo continuo | kWh annui | Costo indicativo |
|---|---|---|
| 0,5 W | 4,38 kWh | 1,31 € |
| 1 W | 8,76 kWh | 2,63 € |
| 2 W | 17,52 kWh | 5,26 € |
| 5 W | 43,8 kWh | 13,14 € |
| 10 W | 87,6 kWh | 26,28 € |
| 15 W | 131,4 kWh | 39,42 € |
| 20 W | 175,2 kWh | 52,56 € |
| 30 W | 262,8 kWh | 78,84 € |
| 50 W | 438 kWh | 131,40 € |
I valori considerano un assorbimento continuo 24 ore al giorno per 365 giorni.
Ed è proprio qui che comprendiamo la differenza tra guardare un singolo dispositivo e guardare l’intera abitazione.
Un watt sembra irrilevante.
Venti watt distribuiti tra molti apparecchi cominciano invece a produrre oltre 175 kWh all’anno.
Quanto consuma una TV in standby?
I moderni televisori possono avere consumi in standby molto bassi, anche grazie ai requisiti di progettazione energetica.
Non è comunque corretto assegnare lo stesso valore a qualsiasi TV.
Bisogna controllare le specifiche del modello.
Facciamo un esempio puramente matematico con uno standby di:
0,5 W
Se la TV rimanesse in standby per 20 ore al giorno:
0,0005 × 20 × 365 = 3,65 kWh all’anno
A 0,30 €/kWh:
circa 1,10 €
Il consumo della sola TV in standby potrebbe quindi essere modesto.
Se però sotto lo stesso televisore abbiamo anche decoder, console, soundbar e altri dispositivi, bisogna considerare il sistema nel suo complesso.
Quanto consuma un decoder in standby?
Dipende moltissimo dal modello e dal tipo di standby.
Alcuni decoder possono mantenere attive funzioni come:
- aggiornamenti;
- registrazioni programmate;
- connessione Internet;
- guida elettronica;
- avvio rapido.
Per questo il consumo può essere differente rispetto a quello di una semplice TV.
Supponiamo, esclusivamente come esempio, che un dispositivo assorba:
5 W
per 20 ore al giorno.
Avremo:
0,005 × 20 × 365 = 36,5 kWh
A 0,30 €/kWh:
10,95 € all’anno
Se in casa abbiamo più dispositivi con questo comportamento, la somma diventa interessante.
Quanto consuma una console in modalità riposo?
Le console moderne possono avere diverse modalità di spegnimento.
Una modalità di riposo può mantenere disponibili funzioni come:
- download;
- aggiornamenti;
- ricarica dei controller;
- connessione alla rete;
- avvio rapido.
Il consumo dipende quindi dalla console e dalle impostazioni.
Non bisogna confondere:
console completamente spenta
con:
console in modalità riposo con funzioni attive.
Supponiamo un consumo ipotetico medio di 8 W per 20 ore al giorno:
0,008 × 20 × 365 = 58,4 kWh
A 0,30 €/kWh:
17,52 € all’anno
In questo caso potrebbe valere la pena controllare le impostazioni energetiche se le funzioni di standby avanzato non vengono realmente utilizzate.
Quanto consuma un PC in standby?
Anche qui dobbiamo distinguere tra diverse condizioni:
- acceso ma inattivo;
- sospensione;
- ibernazione;
- spento ma collegato;
- monitor acceso;
- monitor in standby.
Un computer in sospensione non è necessariamente equivalente a un computer completamente spento.
La differenza dipende dal dispositivo e dalle impostazioni.
Se utilizziamo frequentemente il computer, le modalità di risparmio energetico possono comunque essere molto utili.
Un PC che rimane completamente acceso per ore mentre nessuno lo utilizza può consumare molto più di quanto farebbe in una corretta modalità di sospensione.
Il primo obiettivo dovrebbe quindi essere evitare che computer e monitor rimangano pienamente operativi senza necessità.
Quanto consuma un monitor in standby?
Anche i monitor moderni possono avere consumi di standby molto contenuti.
Ma il vero spreco può verificarsi quando il monitor rimane acceso mostrando semplicemente una schermata inutilizzata.
Supponiamo che un monitor consumi:
30 W acceso
e:
0,5 W in standby
Se lo lasciamo inutilmente acceso quattro ore ogni giorno:
0,03 × 4 × 365 = 43,8 kWh
A 0,30 €/kWh:
13,14 €
In questo esempio il problema non è lo standby.
È non averlo mandato in standby.
Quanto consuma un caricabatterie lasciato nella presa?
È una delle domande più frequenti.
Un moderno caricatore di buona qualità lasciato nella presa senza dispositivo collegato può avere un consumo a vuoto molto basso.
Non è quindi corretto affermare che un singolo caricatore vuoto faccia aumentare enormemente la bolletta.
Supponiamo, soltanto per capire il calcolo, un consumo a vuoto di:
0,1 W
Per un anno intero:
0,0001 × 24 × 365 = 0,876 kWh
A 0,30 €/kWh:
circa 0,26 €
La spesa sarebbe minima.
Ci sono comunque altri motivi per non lasciare indefinitamente alimentatori inutilizzati nella presa, soprattutto se vecchi, danneggiati o di qualità dubbia.
Dal punto di vista puramente energetico, però, conviene concentrare l’attenzione prima sui dispositivi che assorbono diversi watt continuamente.
Lasciare il caricatore attaccato rovina il caricatore?
Un alimentatore collegato alla rete rimane elettricamente attivo anche quando non sta caricando un dispositivo.
Un caricatore moderno conforme alle normative è progettato per gestire questa situazione, ma scollegarlo quando non serve elimina completamente il consumo a vuoto.
Più importante ancora è evitare l’utilizzo di alimentatori:
- danneggiati;
- surriscaldati;
- con cavi deteriorati;
- non conformi;
- di provenienza dubbia.
Il risparmio di pochi centesimi non deve diventare più importante della sicurezza elettrica.
Il forno a microonde consuma anche quando è spento?
Molti microonde mantengono acceso un display con l’orologio.
Questo richiede una piccola quantità di energia.
Supponiamo, esclusivamente come esempio, un assorbimento continuo di:
2 W
In un anno:
2 × 8,76 = 17,52 kWh
Costo a 0,30 €/kWh:
5,26 €
Se il consumo reale fosse 0,5 W, invece, il costo sarebbe molto inferiore.
Il dato deve quindi essere misurato sul modello specifico.
La macchina del caffè consuma quando non viene utilizzata?
Dipende dal tipo di macchina.
Alcuni apparecchi dispongono di:
- standby automatico;
- spegnimento automatico;
- mantenimento della temperatura;
- display;
- connessione Wi-Fi.
Una macchina che mantiene continuamente calda l’acqua o determinate componenti può avere un comportamento energetico molto diverso rispetto a un apparecchio che entra rapidamente in standby.
Per chi beve soltanto due caffè al giorno, lasciare per ore una macchina completamente operativa può essere inutile.
La funzione di spegnimento automatico può quindi essere particolarmente interessante.
Il router Wi-Fi è un consumo fantasma?
Tecnicamente utilizza energia anche quando non stiamo navigando, ma definirlo automaticamente uno spreco sarebbe scorretto.
Il router deve rimanere acceso se vogliamo:
- connessione Internet;
- dispositivi smart;
- telecamere;
- telefoni VoIP;
- sistemi domotici;
- aggiornamenti;
- accesso remoto.
In questo caso si tratta di un consumo continuo legato a un servizio che vogliamo mantenere disponibile.
Supponiamo un router da 10 W:
10 × 8,76 = 87,6 kWh all’anno
A 0,30 €/kWh:
26,28 €
Questo esempio dimostra però perché anche i piccoli apparecchi sempre accesi meritano attenzione.
Conviene spegnere il router di notte?
Dipende dalle esigenze.
Se nessun servizio domestico richiede la connessione durante la notte, tecnicamente spegnerlo per alcune ore ridurrebbe il consumo.
Ma bisogna considerare eventuali:
- dispositivi smart;
- telecamere;
- sistemi di sicurezza;
- aggiornamenti;
- telefoni collegati;
- automazioni domestiche.
Se il router consumasse 10 W e venisse spento 8 ore ogni notte:
0,01 × 8 × 365 = 29,2 kWh
A 0,30 €/kWh:
8,76 € all’anno
Il vantaggio economico esiste, ma deve essere confrontato con la perdita delle funzioni che richiedono una connessione continua.
Quanto consumano Alexa, Google Home e gli assistenti vocali?
Gli smart speaker e gli assistenti domestici sono progettati per rimanere costantemente disponibili.
Anche quando non riproducono musica, devono mantenere attivi almeno alcuni sistemi elettronici e la connessione.
Il consumo dipende dal modello e dalla modalità di utilizzo.
Non si tratta propriamente di standby nel senso tradizionale: il dispositivo sta svolgendo continuamente la funzione di essere disponibile e connesso.
Per chi possiede numerosi dispositivi smart, però, può essere utile sommare il loro consumo annuale anziché considerarli individualmente.
Una casa smart consuma di più?
La domotica può aiutare a risparmiare energia, per esempio attraverso:
- termostati intelligenti;
- spegnimenti automatici;
- sensori;
- gestione delle luci;
- programmazione degli apparecchi.
Ma ogni dispositivo smart ha bisogno di energia per funzionare e comunicare.
Una casa con decine di sensori, hub, smart speaker e apparecchi connessi avrà quindi un piccolo consumo di base legato alla propria infrastruttura digitale.
La domanda corretta non è:
“La casa smart consuma?”
Naturalmente sì.
Bisogna chiedersi:
“L’energia risparmiata attraverso l’automazione è superiore a quella utilizzata dai dispositivi che la rendono possibile?”
Quanto possono incidere tutti gli standby della casa?
Facciamo un esempio ipotetico.
Supponiamo che, sommando tutti i dispositivi, otteniamo un consumo continuo medio di:
25 W
Avremo:
0,025 × 24 × 365 = 219 kWh all’anno
Con 0,30 €/kWh:
65,70 € all’anno
Con 40 W:
350,4 kWh
Costo:
105,12 €
Con 60 W:
525,6 kWh
Costo:
157,68 €
È qui che il concetto di consumo fantasma diventa realmente interessante.
Non perché una singola spia rossa ci costi una fortuna, ma perché decine di piccoli assorbimenti possono sommarsi.
Come scoprire quali apparecchi consumano da spenti
Il metodo più efficace consiste nel misurare.
Per gli apparecchi collegati tramite una normale spina può essere utilizzato un misuratore di energia compatibile.
Possiamo controllare:
- consumo durante il funzionamento;
- consumo in standby;
- consumo apparentemente da spento;
- consumo durante 24 ore.
Una misura istantanea è utile, ma una misurazione prolungata può essere ancora più interessante.
Alcuni dispositivi, infatti, si attivano periodicamente per aggiornamenti o altre funzioni.
Conviene comprare una presa smart per risparmiare?
Può essere utile, ma c’è un dettaglio spesso dimenticato:
anche la presa smart consuma energia.
Se utilizziamo un dispositivo elettronico aggiuntivo per eliminare uno standby minuscolo, il beneficio potrebbe essere trascurabile o addirittura nullo.
Le prese smart hanno molto più senso quando consentono di:
- spegnere automaticamente gruppi di dispositivi;
- creare programmazioni;
- evitare ore di funzionamento inutile;
- monitorare consumi importanti.
Non dovrebbero essere acquistate esclusivamente per eliminare pochi decimi di watt senza prima effettuare un calcolo.
Multipresa con interruttore: quando conviene?
Una semplice multipresa dotata di interruttore può essere una soluzione pratica per gruppi di apparecchi che non devono rimanere alimentati.
Per esempio:
TV + console + casse + altri dispositivi compatibili
Con un solo interruttore possiamo interrompere l’alimentazione dell’intero gruppo quando sappiamo che non verrà utilizzato per molte ore.
Bisogna però verificare che i dispositivi possano essere scollegati senza perdere funzioni necessarie, registrazioni, aggiornamenti o impostazioni.
E naturalmente la multipresa deve essere adeguata ai carichi collegati e utilizzata correttamente.
È pericoloso lasciare gli elettrodomestici in standby?
Gli apparecchi conformi e in buone condizioni sono progettati per le modalità previste dal produttore, compreso lo standby quando presente.
La questione energetica non deve quindi essere confusa automaticamente con quella della sicurezza.
Bisogna però prestare attenzione a:
- dispositivi danneggiati;
- alimentatori surriscaldati;
- prese deteriorate;
- cavi rovinati;
- prodotti non conformi.
In presenza di anomalie elettriche è necessario smettere di utilizzare il dispositivo e, quando necessario, rivolgersi a un tecnico qualificato.
Quanto si può risparmiare eliminando gli standby?
Dipende da quanti watt riusciamo realmente a eliminare.
Supponiamo di individuare:
15 W di consumi inutili continui
Risparmio annuale:
15 × 8,76 = 131,4 kWh
Con 0,30 €/kWh:
39,42 € all’anno
Con 30 W:
262,8 kWh
Costo evitato:
78,84 €
Con soli 5 W:
43,8 kWh
Risparmio:
13,14 €
Questo è il modo corretto di affrontare il problema: misurare prima e intervenire dove il consumo è realmente significativo.
10 modi per ridurre i consumi fantasma
1. Misurare prima di scollegare tutto
Identificare gli apparecchi che consumano realmente.
2. Utilizzare lo spegnimento automatico
TV, console e computer dispongono spesso di impostazioni energetiche utili.
3. Controllare la modalità riposo delle console
Disattivare le funzioni che non vengono utilizzate.
4. Spegnere monitor e PC quando non servono
Un apparecchio acceso inutilmente consuma molto più dello standby.
5. Raggruppare dispositivi compatibili
Una multipresa con interruttore può semplificare lo spegnimento.
6. Non concentrarsi soltanto sui caricabatterie
Un caricatore moderno a vuoto può incidere molto meno di un decoder o router sempre attivo.
7. Controllare gli apparecchi con display permanente
Microonde, macchine da caffè e sistemi audio possono contribuire al consumo di base.
8. Valutare le funzioni smart realmente necessarie
Connessione continua e avvio rapido hanno un costo energetico, anche se spesso piccolo.
9. Impostare timer e sospensione automatica
È particolarmente utile per computer e televisori.
10. Pensare al consumo complessivo della casa
La somma dei piccoli consumi è più importante della singola spia LED.
FAQ – Domande frequenti sui consumi in standby
Quanto consuma 1 watt lasciato acceso tutto l’anno?
Un assorbimento continuo di 1 W per 24 ore al giorno equivale a circa 8,76 kWh all’anno. Con un prezzo esemplificativo di 0,30 €/kWh corrisponderebbe a circa 2,63 euro.
Quanto consuma una TV in standby?
Dipende dal modello. I televisori moderni possono avere consumi in standby molto bassi. Per conoscere il valore esatto bisogna consultare le specifiche tecniche o misurarlo.
Lasciare il caricabatterie nella presa consuma?
Sì, un alimentatore collegato può avere un piccolo consumo a vuoto, ma nei moderni caricabatterie efficienti può essere molto basso. Per conoscere il valore effettivo bisogna misurarlo o verificare i dati del produttore.
Conviene staccare tutte le spine di notte?
Non necessariamente. Alcuni dispositivi devono rimanere alimentati per mantenere funzioni necessarie. È più efficace individuare gli apparecchi con consumi significativi e intervenire su quelli.
Quanto possono costare gli standby in un anno?
Dipende dalla potenza totale. Se tutti gli apparecchi inutilizzati assorbissero complessivamente 20 W continui, avremmo circa 175,2 kWh annuali, equivalenti a circa 52,56 euro con 0,30 €/kWh.
Una console consuma anche quando è spenta?
Dipende dalla modalità selezionata. Le modalità di riposo possono mantenere attive connessione, download, aggiornamenti o ricarica dei controller e avere quindi un consumo superiore allo spegnimento completo.
Come posso sapere quali dispositivi consumano da spenti?
Per gli apparecchi con normale spina è possibile utilizzare un misuratore di energia compatibile. Una misurazione di più ore permette di individuare anche dispositivi che si attivano periodicamente.
Conclusione
I consumi degli elettrodomestici in standby esistono, ma è importante affrontare l’argomento senza esagerazioni.
Una singola spia LED o un moderno caricabatterie lasciato nella presa difficilmente spiegano da soli una bolletta elevata.
Il vero problema nasce quando sommiamo decine di dispositivi collegati alla rete per 8.760 ore all’anno.
La matematica è semplice: ogni watt assorbito continuamente equivale a circa 8,76 kWh all’anno. Dieci watt diventano 87,6 kWh; venti diventano 175,2 kWh; cinquanta arrivano a 438 kWh.
Per questo la strategia migliore non consiste nel correre per casa scollegando qualsiasi spina.
Conviene prima individuare i consumi più importanti.
Una console configurata per mantenere numerose funzioni attive, un computer lasciato acceso per ore, un decoder con standby energivoro o diversi dispositivi multimediali collegati contemporaneamente possono meritare molta più attenzione di un piccolo caricabatterie moderno.
Misurare, confrontare e intervenire sui consumi realmente inutili permette di ottenere un risparmio senza sacrificare comodità e funzioni che utilizziamo ogni giorno.
Ed è proprio questa la logica più efficace per ridurre la bolletta: non eliminare indiscriminatamente ogni consumo, ma eliminare quelli che non ci stanno offrendo alcun servizio utile.


