L’abbigliamento da lavoro monouso ha almeno un duplice scopo: proteggere chi lo indossa in situazioni in cui il rischio chimico-biologico è elevato ed evitare contaminazioni involontarie del campo di lavoro. Mentre il camice monouso in TNT protegge dentista e assistente alla poltrona da droplet di saliva e possibili piccoli schizzi di sangue, la cuffia monouso indossata in cucina nei ristoranti serve a evitare incidenti spiacevoli come capelli e peli della barba che finiscono nelle pietanze. Scopriamo meglio chi deve acquistare l’abbigliamento professionale monouso e perché.
Dall’industria agroalimentare ai servizi alla persona: quando usare l’abbigliamento da lavoro monouso
Partendo dagli esempi appena fatti, l’uso di abbigliamento monouso da lavoro è ormai una prassi nell’industria agroalimentare: qui cuffie, copribarba, calzari, manicotti, grembiuli, camici servono innanzitutto a evitare contaminazioni dei piani di lavoro e dei prodotti finiti stessi. È per questo che negli impianti dove si lavorano prodotti ortofrutticoli o di quarta gamma, per esempio, è ormai di fatto impossibile vedere dipendenti a capo scoperto o visitatori sprovvisti di appositi kit monouso in ottemperanza a obblighi che non provengono tanto dalle normative sulla sicurezza sul lavoro quanto dall’HACCP. In ambito medico-sanitario l’uso di abbigliamento monouso è a doppia tutela sia del paziente sia dell’operatore, soprattutto in circostanze in cui ci sia il rischio di contagio. Per ragioni igieniche camici monouso o calzari vengono sempre più spesso utilizzati anche in centri estetici, spa, saloni di bellezza dove ci sono locali – inclusi bagni – condivisi da molte persone.
Perché camici, calzari, grembiuli monouso non sono automaticamente da considerare DPI
In alcuni settori, come quello biochimico o industriale, l’utilizzo di tute da lavoro monouso è soprattutto una tutela per la salute dei lavoratori: minimizza il rischio di contatto con sostanze irritanti, che possono causare allergie o danni più gravi ed è per questo che vanno scelte con molta attenzione, in particolare ai materiali, che devono essere compatibili con l’uso di acidi, sostanze infiammabili, eccetera.
Un errore importante da evitare a proposito è credere che per il solo fatto che siano monouso abbigliamento e accessori da lavoro fungano sempre anche da dispositivi di protezione individuale. Sui migliori siti e presso i migliori rivenditori che si occupano di vendita online di camici monouso si trovano sia articoli che sono a tutti gli effetti DPI (segnalati come tali) e sia articoli che quando indossati garantiscono una protezione più elementare.
Chi deve acquistare l’abbigliamento monouso da lavoro?
La parentesi sui DPI consente di rispondere anche da un’altra prospettiva alla domanda chi deve acquistare l’abbigliamento da lavoro monouso?. Quando si tratta di abbigliamento protettivo nel senso più stringente del termine l’acquisto è certamente in capo al datore di lavoro che, del resto, è tenuto a fornire ai propri dipendenti mascherine, guanti, scarpe antinfortunistiche secondo il rischio specifico valutato caso per caso. Anche negli altri casi è in genere il titolare dell’attività di ristorazione, dello studio medico, del salone di bellezza, dell’impianto industriale che si occupa di fornire a dipendenti e collaboratori – e se necessario anche ai propri clienti – l’abbigliamento e gli accessori monouso utili alle circostanze. Acquistare all’ingrosso su siti o in negozi specializzati in forniture aziendali può essere così un ottimo modo, se nella propria attività si utilizza abbigliamento di lavoro monouso, per risparmiare sull’acquisto di una scorta annuale, anche considerato che per stessa natura di questi indumenti tende a esserci un consumo elevato ogni giorno.


