Come funziona il programma Erasmus plus 2014

erasmus-plus-logoLa disoccupazione giovanile può essere considerata a tutti gli effetti la piega di questi ultimi anni. La crisi economica non ha lasciato scampo ai più giovani che, spesso, sono stati tagliati fuori dal mondo del lavoro come testimoniano gli ultimi dati che parlano dell’oltre il 40% di ragazzi disoccupati solo nel nostro paese.

Un aspetto che ha dei gravissimi risvolti sociali: ormi vi è una tendenza diffusa di totale sfiducia verso il futuro, tendenza che ha avuto l’effetto di spingere molti giovani a smettere di stuadiare con la convinzione che “tanto non servirà a niente perchè comunque non riuscirò a trovare lavoro”. Uno degli trumenti che l’UE sta mettendo in campo per combattere questo fenomeno è il programma Erasmus plus.

Parliaoci chiaro, non si tratta di una vera e propria innovazione in quanto Easmus plus non è altro che un sistema di erogazione di finanziamenti volti a stimolare e migliorare la formazione giovanile che raggruppa altri 7 programmi comunitari già esistenti introducendo, solo in parte, delle novità.

Ma come funziona e quali prospettive offre?

Il programma Erasmus plus 2014 è strutturato in strand:

Strand 1 e 2: questi 2 primi strand definiscono l’obiettivo che è quello di “promuovere l’equità e l’inclusione sociale, facilitando l’accesso agli studenti con contesti svantaggiati e meno opportunità rispetto ai loro coetanei; migliorare le competenze e l’occupazione, nonché un rinnovamento dell’istruzione, della formazione e del lavoro giovanile, attraverso nuovi metodi di insegnamento e di apprendimento.”.

Strand 3: un altro aspetto fondamentale del programma è quello di offrire nuove opportunità per studiare, formarsi e acquisire esperienza di lavoro e volontariato all’estero (fondamentali in un mondo sempre più glabale) per oltre 4 milioni di giovani europei.

Strand 4: raggruppa tutte le iniziative e le agevolazioni volte a diffondere la cultura dello sport nella sua forma più sana.

Il programma Erasmus plus può vantare un budget non indifferente (poco meno di 15 miliardi di euro) a cui possono accedere tutti gli stati membri e i paesi in via di adesione.